Sulla delibera “Vuoti a rendere” al Consiglio Comunale di Torino
In merito alla delibera « Vuoti a rendere », come già ampiamente anticipato e, a maggior ragione, alla luce delle dinamiche emerse ieri in aula, ribadisco la nostra contrarietà.
Da tempo DemoS è vicina alle famiglie in crisi abitativa e lo fa con proposte concrete: recupero del patrimonio Erp, cohousing, il diritto alla residenza, garanzie pubbliche e “mediazione” per l’invenduto privato ed altro.
La proposta « Vuoti a rendere » purtroppo ci appare ideologica e divisiva.
Siamo contrari anche perché abbiamo molto rispetto per i percorsi democratici come le iniziative popolari e per questo riteniamo che la delibera avrebbe dovuto giungere in aula e essere discussa nella sua originalità e non radicalmente modifica da emendamenti che ne stravolgono il contenuto.
Infine, siamo contrari, perché riteniamo che i problemi seri debbano essere affrontati con un lavoro serio e unitivo di tutte le parti e non con semplificazioni e ideologie massimaliste e divisive. Viviamo tempi di guerre e continue contrapposizioni, di povertà crescenti e crisi ambientali. Usiamo il tempo del dibattito con responsabilità, evitando di infilarci in diatribe che non producono altro se non di rendere sempre più lontana, incomprensibile e indigesta ogni forma di democrazia.
Da tempo DemoS è vicina alle famiglie in crisi abitativa e lo fa con proposte concrete: recupero del patrimonio Erp, cohousing, il diritto alla residenza, garanzie pubbliche e “mediazione” per l’invenduto privato ed altro.
La proposta « Vuoti a rendere » purtroppo ci appare ideologica e divisiva.
Siamo contrari anche perché abbiamo molto rispetto per i percorsi democratici come le iniziative popolari e per questo riteniamo che la delibera avrebbe dovuto giungere in aula e essere discussa nella sua originalità e non radicalmente modifica da emendamenti che ne stravolgono il contenuto.
Infine, siamo contrari, perché riteniamo che i problemi seri debbano essere affrontati con un lavoro serio e unitivo di tutte le parti e non con semplificazioni e ideologie massimaliste e divisive. Viviamo tempi di guerre e continue contrapposizioni, di povertà crescenti e crisi ambientali. Usiamo il tempo del dibattito con responsabilità, evitando di infilarci in diatribe che non producono altro se non di rendere sempre più lontana, incomprensibile e indigesta ogni forma di democrazia.

