Il Consiglio Comunale di Torino ha approvato nel corso della seduta del 25 novembre 2025 una mozione della consigliera Elena Apollonio sulla necessità di valorizzare e sostenere l’affido familiare.

La mozione ricorda che la Città di Torino è stata la prima città in Italia ad avviare nel 1976 quello che oggi è conosciuto come affidamento familiare e da allora ha continuato a lavorare sull’affidamento e nota come negli ultimi anni si sia verificata una diminuzione generalizzata del numero degli affidi non giustificabile esclusivamente con un miglioramento delle condizioni delle famiglie, con il calo delle nascite.

Inoltre nel 2019 è esploso il “caso Bibbiano”, con la relativa inchiesta “Angeli e Demoni”, che ha alimentato rabbia, fatto circolare informazioni fal se, cambiato il sentimento di fiducia verso i Servizi, portato bambine testimoni (falsi) sui palchi di manifestazioni di partito, prodotto lanci di st rali da tutte, o quasi, le parti politiche. Questa vicenda, poi rivelatasi del tutto priva di fondamenti giudiziari, ha avuto pesantissime ripercussio ni mediatiche e dato luogo a strumentalizzazioni politiche che in Piemonte hanno portato alla presentazione da parte della Giunta Regionale della prop osta di legge “Allontanamento zero”, poi approvata (Legge n. 12/2022).

Anche se la Città continua e ha continuato ad investire negli anni risorse economiche e di personale su tali tematiche, è però necessario un intervent o di carattere straordinario per rilanciare l’affidamento familiare, per trovare famiglie disponibili e per garantire Servizi, risorse di personale ed economiche a sostegno delle famiglie che si dichiarano disponibili all’affidamento familiare.

Quindi la mozione impegna il Sindaco e la Giunta a:
– avviare una campagna straordinaria di informazione e di sensibilizzazione sul tema dell’affidamento familiare che veda coinvolti altri enti pubblic i, le scuole, le realtà del terzo settore e la cittadinanza di Torino, compresa anche la Città metropolitana;
– recuperare le risorse necessarie per adeguare le quote dell’affidamento familiare all’andamento del costo della vita, visto che sono ferme ai valor i del 2004, nonostante l’inflazione del 40% da allora
– sollecitare la Regione Piemonte a fornire adeguate risorse al sistema di Welfare regionale, all’interno del quale rientra anche l’intervento degli affidamenti familiari

Un commento su “Affidamento familiare: uno strumento da valorizzare e sostenere”

  • Senza il diritto fondamentale di parola a tutela della libertà di espressione, ogni azione politica è vuota. Ci auguriamo una migliore vita per chi ha poco o anche meno di poco.
    G.

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