Piano Socio-Sanitario Piemonte 2025-2030: le osservazioni della Garante degli Anziani di Alessandria
Paola Ferrari,
in audizione davanti alla Quarta Commissione del Consiglio regionale, sollecita una sanità più umana, vicina agli anziani, attenta alle fragilità, al ruolo dei caregiver e all’assistenza domiciliare integrata
Proprio in questi giorni il Consiglio regionale del Piemonte è chiamato a discutere e ad approvare il nuovo Piano Socio-Sanitario 2025-2030: la Garante degli Anziani del Comune di Alessandria, Paola Ferrari, ha presentato le proprie osservazioni in audizione davanti alla Quarta Commissione, presieduta da Luigi Icardi. L’intervento della Garante ha messo al centro la necessità di una sanità più vicina alla persona, capace di conciliare efficienza, prevenzione e umanizzazione delle cure.
Ferrari ha sottolineato che mettere la persona al centro del sistema sanitario non significa rallentare le procedure, ma creare un rapporto di ascolto e attenzione, soprattutto per chi non è più giovane. È fondamentale guardare negli occhi chi entra in ospedale, parlare con parole comprensibili e rispettare tempi e limiti di chi affronta fragilità o malattie croniche, ha auspicato.
Grande rilievo è stato dato alla medicina territoriale e alla costruzione di una rete di prossimità, composta da Case di Comunità, Centri Operativi Territoriali (COT), infermieri di famiglia e medici di base. Ferrari ha evidenziato come solo una presenza stabile e continuativa sul territorio possa intercettare precocemente i problemi di salute, prevenire ricoveri non necessari e contrastare il fenomeno della solitudine tra gli anziani.
Un altro tema cruciale riguarda le malattie cronico-degenerative, in particolare Alzheimer e demenze. La Garante ha chiesto percorsi concreti di prevenzione, diagnosi precoce e cura, supporto psicologico per i familiari e assistenza domiciliare integrata. Ha inoltre ribadito la necessità di garantire livelli essenziali di assistenza uniformi in tutto il Piemonte, per evitare che la qualità della vita dipenda dal luogo di residenza.
Sul fronte economico, Ferrari ha richiamato l’attenzione sulla sostenibilità delle rette delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) e sulla necessità di un sistema più equo e trasparente, basato su reddito e fragilità. Fondamentale anche il riconoscimento e il sostegno ai caregiver, familiari e professionali, veri pilastri del sistema di cura. “La sanità deve curare e accompagnare, prevenire e ascoltare – ha concluso Ferrari – valorizzando l’anziano come risorsa e non come peso. Questo Piano può diventare un vero patto di dignità tra istituzioni e cittadini, tra tecnici e persone, un impegno concreto per garantire una vita più sicura, serena e autonoma a chi ha dedicato la propria esistenza alla comunità.
Le osservazioni della Garante rappresenta un momento fondamentale nel percorso di approvazione del Piano Socio-Sanitario, offrendo un contributo concreto per orientare le scelte politiche verso un modello di sanità più inclusivo, umano e sostenibile, in grado di rispondere ai bisogni reali della popolazione anziana piemontese.
Proprio in questi giorni il Consiglio regionale del Piemonte è chiamato a discutere e ad approvare il nuovo Piano Socio-Sanitario 2025-2030: la Garante degli Anziani del Comune di Alessandria, Paola Ferrari, ha presentato le proprie osservazioni in audizione davanti alla Quarta Commissione, presieduta da Luigi Icardi. L’intervento della Garante ha messo al centro la necessità di una sanità più vicina alla persona, capace di conciliare efficienza, prevenzione e umanizzazione delle cure.
Ferrari ha sottolineato che mettere la persona al centro del sistema sanitario non significa rallentare le procedure, ma creare un rapporto di ascolto e attenzione, soprattutto per chi non è più giovane. È fondamentale guardare negli occhi chi entra in ospedale, parlare con parole comprensibili e rispettare tempi e limiti di chi affronta fragilità o malattie croniche, ha auspicato.
Grande rilievo è stato dato alla medicina territoriale e alla costruzione di una rete di prossimità, composta da Case di Comunità, Centri Operativi Territoriali (COT), infermieri di famiglia e medici di base. Ferrari ha evidenziato come solo una presenza stabile e continuativa sul territorio possa intercettare precocemente i problemi di salute, prevenire ricoveri non necessari e contrastare il fenomeno della solitudine tra gli anziani.
Un altro tema cruciale riguarda le malattie cronico-degenerative, in particolare Alzheimer e demenze. La Garante ha chiesto percorsi concreti di prevenzione, diagnosi precoce e cura, supporto psicologico per i familiari e assistenza domiciliare integrata. Ha inoltre ribadito la necessità di garantire livelli essenziali di assistenza uniformi in tutto il Piemonte, per evitare che la qualità della vita dipenda dal luogo di residenza.
Sul fronte economico, Ferrari ha richiamato l’attenzione sulla sostenibilità delle rette delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) e sulla necessità di un sistema più equo e trasparente, basato su reddito e fragilità. Fondamentale anche il riconoscimento e il sostegno ai caregiver, familiari e professionali, veri pilastri del sistema di cura. “La sanità deve curare e accompagnare, prevenire e ascoltare – ha concluso Ferrari – valorizzando l’anziano come risorsa e non come peso. Questo Piano può diventare un vero patto di dignità tra istituzioni e cittadini, tra tecnici e persone, un impegno concreto per garantire una vita più sicura, serena e autonoma a chi ha dedicato la propria esistenza alla comunità.
Le osservazioni della Garante rappresenta un momento fondamentale nel percorso di approvazione del Piano Socio-Sanitario, offrendo un contributo concreto per orientare le scelte politiche verso un modello di sanità più inclusivo, umano e sostenibile, in grado di rispondere ai bisogni reali della popolazione anziana piemontese.


Le politiche sociali. Argomento pregnante per quanto riguarda questa società, argomento trattato dal PD nichelinese con autorevoli interventi da parte dei relatori invitati e che pone l’accento su come gli anziani innanzi a tutti hanno necessità come non mai di essere “garantiti” in una società che è sempre più “anziana”. L’ ascolto, il mettere l’orecchio a terra, il dialogo tra forze Politiche ed all’interno delle stesse è indispensabile. Zittire “non è Democrazia ” e chi zittisce non è promotore di Buone pratiche. Immaginiamo lo zittire degli anziani quali guasti produrrebbe nella società odierna.