Il periodico online alessandria.today ha pubblicato un articolo a firma Giuseppina De Biase in cui Paola Ferrari, Garante per gli Anziani per il comune di Alessandria, indica gli obiettivi e le priorità per il 2026



Gli anziani rappresentano oggi uno dei pilastri della società, una risorsa fondamentale sul piano sociale e familiare, ma al tempo stesso una fascia sempre più esposta al rischio di marginalizzazione. È quanto emerge dal bilancio tracciato da Paola Ferrari, Garante dei diritti degli anziani del Comune di Alessandria, che illustra le principali criticità del sistema e le priorità di intervento in vista del 2026.

L’invecchiamento della popolazione rende necessario un cambio di paradigma nelle politiche pubbliche: non solo assistenza, ma inclusione, partecipazione e riconoscimento del ruolo attivo degli anziani nella comunità. Un orientamento condiviso anche a livello europeo, con l’adozione della Carta dei diritti degli anziani, che richiama le istituzioni alla tutela dei diritti e alla promozione della dignità nella terza età.

Accanto al valore sociale degli anziani, in particolare nel sostegno alle famiglie e nella cura dei nipoti, persistono forti criticità nell’accesso ai servizi socio-sanitari. Molte persone con invalidità gravi, Alzheimer, deficit sensoriali o difficoltà motorie importanti non riescono ad accedere alle residenze sanitarie assistenziali (Rsa) in regime di convenzione.

Il sistema di valutazione prevede infatti l’accesso alla convenzione solo oltre la soglia di 24 punti. Chi ottiene 22 o 23 punti viene classificato come caso “differibile” : una condizione che riconosce la fragilità ma non consente l’ingresso immediato in struttura. In questi casi, le famiglie sono costrette a sostenere interamente i costi della retta, coprendo anche il 50% della quota che spetterebbe all’Asl, oppure a rivolgersi al mercato privato.

Le rette mensili delle Rsa variano da 2.130 euro per i livelli di assistenza più bassi a 2.310 euro per quelli intermedi, fino a 3.960 euro per le situazioni più complesse. Su base annua, la spesa oscilla tra 25.500 e 47.500 euro. Cifre che risultano spesso insostenibili se rapportate al reddito medio annuo delle famiglie piemontesi, compreso tra 42 e 49 mila euro, in un contesto in cui l’8,8% dei nuclei familiari vive in povertà relativa e il dato sale al 13% per i singoli individui.

Per il 2026, la Garante intende rafforzare il proprio ruolo di monitoraggio e stimolo nei confronti delle istituzioni, con particolare attenzione a:
– consultazione costante con associazioni e operatori del settore;
– valorizzazione e messa in rete delle esperienze già attive;
– individuazione e superamento delle criticità nei servizi;
– promozione dell’anziano come protagonista attivo della vita sociale.

“L’obiettivo – sottolinea Ferrari – è costruire una comunità in cui l’anziano sia riconosciuto come una risorsa preziosa, tutelata e rispettata. Dare contenuto concreto all’inclusione e alla difesa dei diritti significa lavorare per una società moderna, giusta e dal volto umano”.


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