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La crisi esplosa in questi ultimi giorni della Mahle, colosso della componentistica automotive tedesca, spiega bene l’attuale situazione industriale del Piemonte e degli hinterland di Torino e Cuneo.

Nei giorni scorsi viene ufficializzata dalla proprietà la volontà di chiudere gli stabilimenti di Saluzzo (230 dipendenti) e La Loggia (220 dipendenti), territori già duramente provati negli ultimi anni da chiusure analoghe. La proprietà giustifica il tutto con la crisi di settore, il calo delle vendite, gli alti costi rispetto alla delocalizzazione in Est Europa.

Il caso fu attenzionato nel 2018 dal Mise con Luigi di Maio senza trovare sbocco, e anche oggi le istituzioni di Comune e Regione, con il Presidente Cirio e l’assessore Chiorino, non riescono ad essere incisivi su situazioni gravemente penalizzanti per il tessuto economico e sociale.

Dopo ex-Embraco, Olisistem, Lear adesso Mahle. Ogni azienda del territorio che chiude è una sconfitta per tutti noi!

Un’altra via può e deve essere possibile, una via di inclusione, dove le istituzioni dialoghino con la proprietà proponendo soluzioni per innnovare, riqualificare e rilanciare aziende radicate nel territorio. Un’altra via può e deve essere richiesta, con forza, da tutti #insiemenessunoescluso

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