Mario Armanni candidato a Arona

Mi chiamo MARIO ARMANNI, ho compiuto 60 anni, sono sposato con Cristina da circa 30 anni e abbiamo una figlia ormai adulta, Gessica.

La mia prima esperienza di lavoro quando ero ancora studente universitario è stata la Banca CARIGE, perché sono nato a Genova e lì ho vissuto fino al matrimonio, ma il mio desiderio era fare altro, lavorare con le persone e non con le cose. Così, quando ho conseguito la Laurea in Giurisprudenza, ho fatto il concorso nella scuola, ho conseguito nel 1991 la cattedra di Discipline Giuridiche ed Economiche negli Istituti Tecnico Commerciali, oggi ITE, e sono diventato docente nella secondaria superiore, professione che svolgo tuttora presso l’IIS Pascal di Novara – Romentino.

La formazione dei giovani è stato ed è l’impegno principale della mia carriera professionale, e questo mi ha fatto crescere umanamente, nell’attenzione ai più giovani e nella loro preparazione al futuro. Ho avuto la fortuna di incontrare da giovane l’esperienza della Comunità di Sant’Egidio che non ho più abbandonato. Con la Comunità ho fatto un percorso spirituale ed umano che mi ha portato lontano, non solo fisicamente nelle missioni in Albania, Mozambico e recentemente a Lesbo in Grecia nei terribili campi profughi, ma soprattutto da una mentalità chiusa e limitata all’orizzonte talvolta angusto, della propria famiglia e del proprio lavoro.

In Comunità ho avvicinato il continente sommerso degli anziani, la loro solitudine, il mondo delle persone senza fissa dimora con la loro precarietà quotidiana, sono diventato amico di un detenuto nel braccio della morta in USA, accompagnandolo negli angosciosi giorni che hanno preceduto purtroppo la sua esecuzione.

In tempi più recenti, ad Arona, mi sono occupato dei corsi di lingua e cultura italiana rivolti agli stranieri immigrati, incontrando una domanda seria di cittadinanza e inclusione che si esprime nella tenace volontà di imparare la lingua italiana e conseguire la Licenza Media, chiave di accesso per tutta la formazione professionale.

Ho conosciuto da vicino il mondo dei rifugiati quando, nel 2015, sono stato nominato membro effettivo nella Commissione Ministeriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale, incarico onorario che ho svolto presso la Prefettura di Novara, esaminando centinaia di domande di asilo di giovani provenienti da numerosi paesi africani, da Pakistan, Afghanistan, Bangladesh e molti altri paesi, con storie drammatiche di povertà e violenza.

L’elezione al Parlamento Europeo del dottor Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, militante del partito DemoS , mi ha fatto scoprire questa giovane formazione politica che ho sentito molto sintonica al mio mondo e ai miei valori. “La forza del noi” non è solo uno slogan ma un vero programma politico che vorrei contribuire a realizzare anche ad Arona, insieme al candidato sindaco Massimo Tosi che ho conosciuto e apprezzato per la sua limpida personalità agli esordi della sua carriera politica quale Assessore alla Provincia di Novara.

Ho scelto il termine

PROSPETTIVE

per sintetizzare come intendo il mio impegno politico a sostegno del programma di Arona Domani.

Ogni scelta politica deve essere sempre sostenuta da una prospettiva, perché le decisoni di oggi avranno delle conseguenze nel futuro. Tutti noi guardiamo al futuro con speranza e apprensione: gli anziani perché sentono l’incertezza di un tempo nuovo, forse segnato dalla malattia sicuramente da una maggior debolezza e solitudine, i giovani alle preso con la precarietà del lavoro e quindi delle scelte famigliari, gli stranieri oggi nuovi cittadini messi ancora ai margini di una società che ha bisogno della loro mano d’opera, ma vorrebbe che fossero invisibili.

Nel programma di Arona Domani c’è la sintesi e la soluzione di queste domande, insieme a tante altre a cui la recente pandemia da Covid 19 ci ha messo di fronte, quali per esempio:

– l’ambiente,

– la smart city,

– il telelavoro,

– la sostenibilità della sviluppo economico,

– i trasporti intelligenti,

– le pari opportunità.

Insieme, con la forza del noi, possiamo raggiungere questi obiettivi, per una città di Arona più bella, perché più umana e solidale.

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