Anche DemoS – Democrazia Solidale, si sofferma sulla crisi che sta interessando il Piemonte, in particolare Torino, e chiede che il lavoro non venga dimenticato.

“Le difficoltà economiche di molti lavoratori sono state peggiorate dall’emergenza Covid, bisogna riscrivere tutti insieme l’agenda per il futuro del territorio – si legge in una nota del Coordinamento regionale di DemoS – Concordiamo con quanto detto dal vescovo di Torino, Cesare Nosiglia, ovvero che per affrontare questa crisi serve stabilità politica e unità di intenti. Anche a livello locale auspichiamo una nuova alleanza programmatica con tutte le forze istituzionali e sociali e i decisori politici. Vanno contrastate con forza e determinazione le disuguaglianze, la paura, disagio e lo smarrimento”.

“Servono scelte e politiche che rilancino la produzione. – ancora DemoS – Non è sufficiente sostenere un pur importante assistenzialismo che dura però poco tempo e lascia le cose come le ha trovate. È necessario perseguire una soluzione produttiva che salvaguardi il posto a ciascun lavoratore. Ne va della dignità dei cittadini, prima ancora che essere un problema di economia e di imprese. Non c’è più tempo da perdere, occorre arginare con interventi immediati il declino in corso nell’area metropolitana di Torino che secondo le previsioni nazionali sull’aumento del tasso di disoccupazione di 3-4 punti percentuali vedrebbe nei prossimi mesi oltre 30.000 disoccupati in più. Serve un confronto immediato tra tutti i soggetti per garantire la difesa di chi sta patendo la crisi e programmare i necessari investimenti del futuro per non cadere nel baratro. Il Covid ci ha insegnato che solo il lavoro ci può salvare, bisogna rilanciare i territori piemontesi per evitare il disastro sociale”.

Dati alla mano, in Piemonte si sono persi 92mila posti di lavoro. Per rendere l’idea del fenomeno basta pensare agli abitanti di una città delle dimensioni di Alessandria. Da inizio gennaio, infatti, gli avviamenti al lavoro sono stati 92 mila in meno rispetto a un anno fa (-26%). Colpa della pandemia, certo, ma anche di un sistema di politiche attive che è pieno di carenze, soprattutto rispetto alla capacità di intercettare l’incrocio tra domanda e offerta di competenze.

Secondo DemoS Piemonte sono necessarie nuove alleanze “perché nessuno si può più chiamare fuori. La crisi ha colpito tutti i settori, dall’automotive al turismo, alla sanità pubblica”.

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