assistenza domiciliare

Nelle pagine di cronaca di Novara del quotidiano La Stampa del 3 novembre 2020 è comparso un articolo che riporta le dichiarazioni di Piergiacomo Baroni di DemoS sulla necessità di tenere a casa gli anziani sostenendo le famiglie.




«Gli anziani tornino nelle loro famiglie accuditi a domicilio dal personale in esubero delle case di riposo» : è la svolta che invoca il movimento «DemoS» che dallo scorso inverno propone un nuovo modo di seguire i pensionati. «La lezione della prima ondata di Covid non ha intaccato il sistema assistenziale basato e sbilanciato sulle RSA » dice Piergiacomo Baroni «Ci sono ancora anziani contagiati nelle RSA, insieme al personale. E questo nonostante l’isolamento e l’assenza di contatti con i parenti ai quali sono stati condannati gli “ospiti” e che provoca, in molti casi, gravi danni alla loro salute ».

Sono diversi gli strumenti con cui si può realizzare questa inversione di tendenza secondo DemoS che parte dal sovvenzionare le famiglie che riportano a casa i loro anziani con un contributo pari alla quota sanitaria normalmente versata alle RSA cioè circa 1.500 euro mensili, così da poter garantire badanti e assistenza domiciliare. «I servizi socio-sanitari del territorio vanno potenziati per consentire una presa in carico urgente delle persone più fragili e a rischio di ricovero» aggiunge DemoS.

Anche le case di riposo quindi devono avere un ruolo cruciale: «Le strutture possono essere stimolate a riconvertire i propri servizi e le proprie risorse verso il territorio con l’assistenza domiciliare, anche infermieristica, le piccole case-famiglia e ospedalizzazione a domicilio. Non bisogna rassegnarsi ad un’altra strage silenziosa dei nostri vecchi né a vederli deperire e disperarsi nella solitudine dell’ultima istituzione totale ancora legale (oltre al carcere)».

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